VANGELO DEL GIORNO SABATO 23 NOVEMBRE 2019 ❤️ Dio non è dei morti, ma dei viventi!


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O figlio, più mi è cara l’umile sopportazione nelle
avversità, che la pienezza di devota consolazione
del tempo favorevole.

Perché ti rattrista una piccolezza che venga detta
contro di te? Anche se si trattasse di qualcosa di
più, non dovresti turbarti.

Lascia andare, invece. Non è cosa strana; non è
la prima volta, né sarà l’ultima, se vivrai a lungo.
Tu sei molto forte fino a che nulla ti contraria; sai
persino dare buoni consigli e fare forza ad altri con
le tue parole.

Ma non appena si presenta alla tua porta
un’improvvisa tribolazione, consiglio e forza
ti vengono meno. Guarda alla tua grande
fragilità, che hai constatata molto spesso,
di fronte a piccole contraddizioni.

Pure, è per il tuo bene che accadono simili cose;
deponile, dunque, dal tuo cuore, come meglio
puoi. E se una cosa ti colpisce, non per questo ti
abbatta o ti tenga legato a lungo. Sopporta almeno
con pazienza, se non ti riesce con gioia.

Anche se una cosa te la senti dire malvolentieri e
ne provi indignazione, devi dominarti; non devi
permettere che dalla tua bocca esca alcunché di
ingiusto, che dia scandalo ai semplici.

Ben presto l’eccitazione emotiva si placherà, e
l’eterna sofferenza si farà più lieve, con il ritorno
della grazia.

Ecco, “io vivo – dice il Signore -” (Is 49,18), pronto
ad aiutarti più ancora del solito, se a me ti affiderai,
devotamente invocandomi. “Tu sii più rassegnato”
(Bar 4,30); sii pronto a una maggiore sopportazione.

Non è del tutto inutile che tu ti senta tribolato e
fortemente tentato: sei un uomo, e non Dio; carne,
non spirito angelico. Come potresti mantenerti
sempre nel medesimo stato di virtù, quando questo
venne meno a un angelo, in cielo, e al primo uomo,
nel paradiso?

Io sono “colui che solleva e libera quelli che piangono”
(Gb 5,11); colui che innalza alla mia condizione divina
quelli che riconoscono la loro debolezza.

O Signore, benedetta sia la tua parola, dolce al mio
orecchio “più del miele di favo” (Sal 18,11). Che farei
io mai, in così grandi tribolazioni e nelle mie angustie,
se tu non mi confortassi con le tue sante parole?

Purché, alla fine, io giunga al porto della salvezza,
che importa quali e quanto grandi cose dovrò aver
patito?

Concedimi un felice concepimento, un felice trapasso
da questo mondo. “Ricordati di me , o mio Dio”
(2Esd 13,22) e conducimi nel tuo regno, per retto
cammino. Amen

Quiet di Audionautix è un brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)
Artista: http://audionautix.com

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