La via maestra della Santa Croce – Quinta Parte – Imitazione di Cristo – Libro II Cap. XII


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Quando sarai giunto a questo punto, che la
sofferenza ti sia dolce e saporosa per amore
di Cristo, allora potrai dire di essere a posto,
perché avrai trovato un paradiso in terra.

Invece, fino a che il patire ti sia gravoso e tu
cerchi di fuggirlo, non sarai a posto: ti terrà
dietro dappertutto la serie delle tribolazioni.

Ma le cose poi andranno subito meglio, e
troverai pace, se ti sottoporrai a ciò che è
inevitabile, e cioè a patire e a morire.

Anche se tu fossi innalzato fino al terzo
cielo, come Paolo, non saresti affatto sicuro,
con ciò, di non dover sopportare alcuna
contrarietà. “Io gli mostrerò – dice Gesù –
quante cose egli debba patire per il mio nome”
(At 9,16).

Dunque, se vuoi davvero amare il Signore e
servirlo per sempre, soltanto il patire ti rimane.
E magari tu fossi degno di soffrire qualcosa
per il nome di Gesù! Quale grande gloria ne
trarresti; quale esultanza ne avrebbero i santi;
e quanto edificazione ne riceverebbero tutti!

Saper patire è cosa che tutti esaltano a parole;
sono pochi però quelli che vogliono patire davvero.
Giustamente dovresti preferire di patire un poco per
Cristo, dal momento che molti sopportano cose più
gravose per il mondo.

Sappi per certo di dover condurre una vita che
muore; sappi che si progredisce nella vita in Dio
quanto più si muore a se stessi. Nessuno infatti
può comprendere le cose del cielo, se non si
adatta a sopportare le avversità per Cristo.

Nulla è più gradito a Dio, nulla è più utile per
te, in questo mondo, che soffrire lietamente per
Cristo. E se ti fosse dato di scegliere, dovresti
preferire di sopportare le avversità per amore
di Cristo, piuttosto che essere allietato da molte
consolazioni; giacché saresti più simile a Cristo
e più conforme a tutti i santi.

Infatti, il nostro merito e il progresso della
nostra condizione non consistono nelle frequenti
soavi consolazioni, ma piuttosto nelle pesanti
difficoltà e nelle tribolazioni da sopportare.

Ché, se ci fosse qualcosa di meglio e di più
utile per la salvezza degli uomini, Cristo ce
lo avrebbe certamente indicato, con la parola
e con l’esempio.

Invece egli esortò apertamente i discepoli che
stavano con lui, e tutti coloro che desideravano
mettersi al suo seguito, dicendo:

“Se uno vuol venire dietro di me, rinneghi se
stesso, prenda la sua croce e mi segua”
(Mt 16,24; Lc 9,23).

Dunque, la conclusione finale, attentamente
lette e meditate tutte queste cose, sia questa,
“che per entrare nel regno di Dio, occorre passare
attraverso molte tribolazioni” (At 14,22).

Quiet di Audionautix è un brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)
Artista: http://audionautix.com/

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